STORIA DELLA TORRE
Dalla fine del Quattrocento fino al 1600 inoltrato, inizia una serie di interventi tesi a modificare la piazza S. Marco, cuore politico e religioso di Venezia.
E' proprio dalla Torre dell'orologio che inizia questo processo: commissionata nel 1493 a Zuan Carlo Ranieri di Reggio Emilia la costruzione di un nuovo orologio, in sostituzione di quello a martello di S. Alipio, nel 1495, quando l'orologio era praticamente pronto, il Senato, d'accordo con i Procuratori de Supra, stabiliva di porlo allo sbocco delle Mercerie.
I lavori ebbero inizio nel 1496: l'ideazione della Torre, secondo il parere prevalente degli studiosi è da attribuire a Mauro Codussi.
Abbattute due arcate delle Antiche Procuratorie per far posto alla nuova costruzione e rinforzate le costruzioni adiacenti, la fabbrica proseguì con tale alacrità da essere completata verso la fine del 1497.
Il primo dicembre dello stesso anno mastro Simone, fonditore, terminava la grande campana che troneggia sull'alta terrazza e dieci giorni più tardi venivano posti in alto i due giganti muniti di martello, opera di mastro Ambrogio delle Ancore.
Artisti di varia provenienza lavoravano contemporaneamente agli ornamenti e ai meccanismi, tanto che il 1 febbraio 1499 la Torre poté essere inaugurata.
Il monumento così eretto in "boca de marzaria" non è scelta casuale, sottolinea l'asse Rialto- S.Marco , il collegamento viario tra il polo della vita politica e religiosa e il polo della vita commerciale. La Torre in questo senso offre un "orientamento" della Piazza verso la merceria e più lontano il mercato, cuore economico di Venezia.
L'opera, compiuta così celermente, si presenta nitida, nel suo sviluppo architettonico, ma anche ricca di significati. Al livello superiore il doge Barbarigo, inginocchiato davanti al leone marciano (ora rimasto solo dopo l'eliminazione della statua dogale dopo la caduta della Repubblica). Nel riquadro sottostante la Madonna con Cristo bambino, attorno alla quale si svolgeva, nella settimana della Sensa ad ogni ora l'omaggio dei Magi, preceduti dall'Arcangelo Gabriele (prodigioso e amatissimo meccanismo, costruito in varie fogge in molte città europee).
Il grande orologio, elaborato nel suo complesso funzionamento esalta la meccanica, la matematica e la geometria.
Sovrastano la Torre i Giganti ( uno giovane e l'altro vecchio a sottolineare il decorso del tempo) che battono le ore e che, anneriti con l'andar del tempo, vengono chiamati popolarmente i Mori.
Si volle comunque che l'opera fosse festosa con i materiali, i colori, gli smalti: in particolare il quadrante con il suo apparato astronomico è rifinito in smalto oltremarino e oro, così come il cielo stellato che fa da sfondo al leone alato.
La vicenda della costruzione non era comunque conclusa: nel 1500 il Senato decise la costruzione di due ali laterali, in accordo con i Procuratori. Le nuove costruzioni, su 4 piani, conclusi da una balaustra in pietra, che rispondeva a quella della Torre, ospitavano abitazioni date in affitto.
Nel 1717 i due fabbricati verranno venduti a privati unitamente all'area sottostante a sinistra verso la calle del Pellegrino,che venne chiusa com'è oggi interrompendo il passaggio sotto le Procuratorie.
Nel 1750 le condizioni generali erano tali , che si ritenne necessario un intervento complessivo sul meccanismo dell'orologio e dell'edificio. Per l'orologio venne bandito un concorso per il suo rifacimento nel 1751; nello stesso anno venne affidato al Massari il lavoro di restauro.
Secondo l'Erizzo si procedette a un restauro complessivo, per poi passare ad alterare le due ali laterali, come previsto dal progetto del Massari.
L'opera fu completata dal Camerata, che oltre ad innalzare le ali di due piani , mantenendo i terrazzini praticabili, provvide a inserire otto colonne per rafforzare i pilastri del piano terra per motivi sia estetici che statici.
Alla caduta della Repubblica la Torre passa sotto la competenza del Comune che,un secolo dopo il restauro settecentesco, nomina una commissione per riferire sulle condizioni del monumento.
Individuati degli "sconcerti" nella volta superiore della Torre, viene emessa nel 1857 una ordinanza in forza della quale l'ufficio tecnico comunale dovrà eseguire i necessari restauri "in via economica" a fornitura, trattandosi di lavori troppo delicati per un appalto.
Nel novembre dello stesso anno si affidano i lavori, sia per le opere edilizie, sia per il ripristino dell'orologio; la sorveglianza è affidata ad un ingegnere del Comune e la nascente Commissione dell'Ornato sarà tenuta a controllare le opere eseguite.
Radicali furono gli interventi sulle opere edilizie per il risanamento, ristrutturazione e consolidamento statico. In particolare le scale in ghisa erano certo poco consone alla fabbrica antica.
Ad alcuni interventi di restauro , concernenti la pulizia dei marmi e il ripristino dei mosaici si pose mano nel 1975 a cura del locale Rotary Club.
A conclusione non si può non rilevare che non molto è rimasto dell'apparato decorativo originario. I "mori" e la campana sono rimasti quelli che erano; il leone e la statua della Vergine hanno subito ritocchi e restauri. Mosaici, marmi e dorature sono stati sostituiti, soprattutto sulla facciata anteriore.
Per quanto riguarda le parti strutturali gli interventi più pesanti sono stati l'inserimento settecentesco delle colonne e i consolidamenti statici ottocenteschi.